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Conclusioni

Una conoscenza adeguata del sottosuolo, attraverso una serie di indagini geologiche e geognostiche di base, costituisce un elemento fondamentale nella pianificazione e nella gestione del territorio, specie in presenza di condizioni di elevato rischio.
Nel centro storico di Capurso attraverso prospezioni Georadar,

 prospezioni sismiche a rifrazione e osservazioni dirette dei vani interrati in cui e’ stato possibile accedere, sono state ricavate informazioni sulla presenza di ipogei, sulla natura e sulla geometria del sottosuolo. In particolare, i risultati delle prospezioni Georadar hanno evidenziato la presenza di numerose anomalie, per la maggior parte imputabili ad ipogei posti a piccola profondita’, in prossimita’ degli edifici e al di sotto del piano stradale. Una serie di perforazioni di sondaggio, eseguite successivamente sulla base dei risultati dell’indagine geofisica, ha pienamente confermato quanto ipotizzato, intercettando cavita’ fino a quel momento ignote. Tali ipogei sono risultati piuttosto superficiali e parzialmente o totalmente riempiti da materiale di riporto. La sismica a rifrazione ha evidenziato tre sismostrati associabili, dall’alto verso il basso a terreno di riporto ed a calcarenite molto alterata, a calcareniti ed a calcari disgregati e, infine, a calcari piu’ compatti. Anche in questo caso, le perforazioni di sondaggio hanno confermato questo schema interpretativo, supportato, tra l’altro, da osservazioni dirette effettuate in alcune cantine ispezionate La sequenza geologico-stratigrafica, cosi’ definita, ha mostrato uno stato di degrado diffuso dell’ammasso carbonatico nel quale sono inglobati gli ipogei. Le principali cause di tale situazione sono riconducibili sia alle caratteristiche geostrutturali e tessiturali dell’ammasso carbonatico, sia ai carichi trasmessi dai fabbricati e dal traffico di mezzi pesanti, sia alla presenza di sottoservizi. Scavi in trincea, perdite acquedottistiche e fognarie possono, infatti, aver facilitato processi di degradazione del materiale calcarenitico. Non a caso, una delle cause principali del crollo del piano stradale, gia’ citato in precedenza, e’ da imputare alla perdita di acqua dalla rete fognaria. Il precario stato rilevato in alcuni vani interrati, sottolinea l’elevata probabilita’ che anche ipogei non ispezionati, perche’ non accessibili, si trovino in uno stato di degrado piu’ o meno equivalente a quello gia’ riscontrato. Cio’ rappresenta un favore di rischio in quanto cause scatenanti di qualsiasi natura potrebbero innescare ulteriori fenomeni di crollo. In questi casi, particolare importanza assumono, oltre che interventi di consolidamento, anche provvedimenti preventivi consistenti in una verifica continua e costante delle reti acquedottistiche e fognarie, in una maggiore attenzione nella messa in opera di nuovi sottoservizi ed in una riduzione del traffico veicolare.

 


Andriani G.F.

Geologo, collab. Istituto di Geologia Applicata e Geotecnica, Politecnico di Bari

Quarto R.

Ricercatore presso il Dip. di Geologia e Geofisica, Universita’ di Bari

Zinco M. R.

Geologo - Geotecnicologie S.r.l., V.le della Resistenza 48/G Bari